Lanzarote Desert


Io non so se siete meteropatici, io comunque lo sono, molto. In ufficio ho scelto la scrivania vicino alla finestra perché soffro nel non vedere il cielo, le nuvole, le aiuole. Anche se vivo a Milano sotto una cupola di smog e lavoro al quarto piano di un palazzone di cemento e vetro voglio comunque illudermi di avere il cielo vicino. Mi capita spesso di dirlo da quando vivo qui mi ritrovo imbambolata e stupita quando riesco a vedere le stelle. Qui è un lusso. Prima rientravo spesso all’alba nel weekend e riuscivo a vedere le stelle quando andavo in spiaggia di notte fino a quando poi il cielo diventava arancio. Me ne tornavo sui tacchi stanca ma accompagnata dal rumore del vento e del mare in lontananza. Era la mia routine.
Adesso ho le vacanze estive per ritrovare la mia routine. Una finestra ristretta. Così oggi che il cielo è un po’ più grigio del solito ho voglia di tornare indietro di un paio di mesi e ricordarmi di quei giorni a Lanzarote. Quando il sole batteva forte e il vento pure e il cielo era sempre limpido e il mare freddo e le stelle lì.
E mi ritrovo ad essere combattuta tra la voglia di tornare al mare, la voglia di fare l’albero di Natale, la voglia di festeggiare il compleanno e l’assoluto rifiuto di crescere. È così Novembre per me, un mix di contrasti, come quei pacchetti di caramelle che piene di zucchero che frizzano in bocca che sono tanto dolci ma anche tanto aspre e quindi BO.

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